Saturday, July 02, 2011

Bolero Tour, verso la fine


Nel ringraziare infinitamente tutti e tutte coloro che abbiamo incontrato in questi 3 anni abbondanti dal mio ritorno dal vivo, comunico che l’avventura del Bolero Tour, quale l’abbiamo vissuta sinora, sta per concludersi.
Negli ultimi anni abbiamo suonato senza risparmio, contando decine di date in locali, festival, feste private, situazioni di ogni tipo, con una regolarità invidiabile per un progetto totalmente autogestito. Con il passare dei mesi, degli anni e delle esperienze il piccolo marchio fittizio della Hazy Music non ha solo pubblicato 3 dischi ma è diventato un vero collettivo, estremamente libero nelle forme di partecipazione, in grado di curare professionalmente numerosi aspetti della creazione, promozione e diffusione di musica autoprodotta; ne è prova il contributo determinante all’ottima riuscita di una scommessa quale è stata la prima edizione di Dedalo nel Frignano.
Intorno a noi, intanto, molti e molte dei nostri compagni di strada facevano a loro volta importanti progressi con i loro progetti, a dimostrazione dell’esistenza di un vasto bacino creativo che merita di essere tenuto in continuo movimento, affinché possa continuare a produrre un artigianato di qualità senz’altro superiore a quanto è solitamente riconosciuto alla “provincia”.
In questo momento-movimento, abbiamo sempre ritenuto prioritaria l’attività dal vivo, tranne che nei momenti di massimo impegno per la pubblicazione dell’album Bolero. Dal 27 marzo 2010, ovvero da quando Riccardo CocettiEnrico Busi e Roberto Mennella si sono uniti a me e Patrizia Ferrarini nella Dave Ravera Band, siamo stati in grado di presentare dal vivo buona parte dell’album ma anche importanti capitoli del mio repertorio in inglese (quello pubblicato in Dr.Dave & Mr.Haze), canzoni in italiano ancora inedite, un brano di Claudia Stella e qualche selezionato ed occasionale omaggio a classici del rock and roll o del folk.
Le soddisfazioni sono state notevoli e ne è prova l’enorme moltiplicazione, in poche decine di mesi, del numero dei nostri ascoltatori; il calore del pubblico, la sincerità dell’offerta e i progressi nell’esecuzione sono testimoniati dal molto materiale audio e video che abbiamo raccolto e sul quale, nei prossimi mesi, lavoreremo. Le esperienze umane sono state intensissime e indimenticabili. Ciò nonostante, o forse proprio per preservare il lavoro fatto sinora, credo sia indispensabile fissare un termine a questa esperienza, o quanto meno decidere una sua lunga sospensione ed un’approfondita revisione delle sue modalità.
Il fatto che il disco sia in crisi non significa che l’attività dal vivo vada meglio e ben lo sa chi fa il nostro mestiere. Portare in giro, in modo continuativo e non economicamente autolesionista, un progetto che prevede 5 elementi è una specie di chimera. Lo sapevamo quando abbiamo cominciato e per questo terremo saldo il timone sino all’ultimo, consapevoli di non avere altro scopo che la testimonianza quotidiana della nostra vivacità creativa, né altra scuola che non siano la strada stessa, il palco vissuto insieme, le esperienze, gli errori, le gratificazioni, gli incontri.
Nonostante il valore assoluto del viaggio, ci sono momenti nella vita e nel rock and roll in cui è necessario riparare in porto per qualche tempo. Qualsiasi vascello, dopo anni di mare in condizioni spesso avverse, necessita di riparazioni, di riposo per uomini e donne, di una riflessione sulla rotta; soprattutto se chi lo guida ha in animo di affrontare, nelle stagioni a venire, nuove sfide e nuove traversate. Non a caso, nell’autunno di questo 2011 la Band registrerà 3 o 4 brani che saranno un’ulteriore testimonianza del lavoro fatto insieme e un potenziale embrione dei progetti futuri e in particolare de L’età d’oro del porno, sul quale ho idee già piuttosto definite.
Per quanto riguarda l’attività dal vivo per il resto del 2011, andremo tutti insieme al quarto Dedalo Festival di Caltabellotta e probabilmente organizzeremo un concerto di saluto, a Modena, nel primo anniversario dall’uscita del Bolero. Poi il Bolero Tour si fermerà prima di diventare una sorta di indefinita condizione esistenziale. Probabilmente Patrizia Ferrarini ed io torneremo a dedicare un po’ di spazio ed energie agli spettacoli in “solo” o in duo ma sostanzialmente, nei prossimi mesi, dovremo lavorare in studio e sul fronte dell’allargamento delle reti da cui possano emergere ulteriori motivi di stimolo e di sfida per il futuro.
Sono e siamo estremamente grati al fiume di persone che in qualche modo ci è venuto incontro in questi anni, ci ha dato una mano o dei consigli, ci ha fatto sentire un calore indescrivibile a parole. Grazie a chi ci ama incondizionatamente, perché questo è lo spirito del rock and roll. Grazie a chi non ci ha risparmiato le critiche più feroci, perché è da quelle che si impara. Siamo assolutamente convinti di avere lasciato, in questi 3 anni e qualcosa, una traccia importante e anche se non saremo sul palco, saremo da qualche parte a scrivere una nuova rotta.

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